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Il rapporto tra l'alfabetismo e l'analfabetismo è costante, ma al giorno d'oggi gli analfabeti sanno leggere. Eugenio Montale

settembre 27, 2012

Gratis e mondiale ecco la nuova università

Le università, istituzioni da sempre delegate alla conservazione e alla trasmissione di un sapere chiuso, cedono alla cultura “wiki” e alla condivisione della conoscenza, e divulgano gratuitamente in rete i loro insegnamenti. Il merito è di Coursera, la mega università on line che ha esordito la scorsa primavera. L’idea di Daphne Koller e Andrew Ng, entrambi docenti alla Stanford University, è semplice: mettere online i corsi tenuti in aula e far partecipare gli studenti. “Sono esattamente come i corsi ‘reali’ – spiega Koller –. Iniziano in una data precisa, seguono un calendario di lezioni prefissato, agli studenti vengono assegnati compiti e ci sono valutazioni durante il corso e alla fine, quando i ragazzi ricevono un certificato che possono presentare al futuro datore di lavoro oppure portarlo al college in cui sono iscritti per ottenere ulteriori crediti formativi”.    Con un milione e mezzo di studenti, Coursera veicola nell'etere gratuitamente i corsi di decine di importanti università di tutto il mondo (i cui costi di iscrizione si aggirano intorno ai 37 mila dollari all’anno) e quella che era una scommessa di due sognatori è diventata una realtà a cui ormai tutti i maggiori istituti americani e non solo fanno a gara per partecipare.    
DAPHNE KOLLER, nel suo intervento alle TedGlobal 2012 ( www.ted.com/talks/da phne_koller_what_we_re_lear ning_from_online_education.ht ml  ) lo ha spiegato: l’obiettivo è dare una possibilità anche a chi non ne avrebbe, mettere tutti in grado di studiare, migliorarsi, approfondire, sperare in una vita migliore, rendere l’educazione partecipata, condivisa, attraverso quel potente strumento che è la rete.    Con il costo dell’istruzione che in America (e in Italia non si sta certo meglio) è aumentato del 559% dal 1985, essersi posta questo problema ha avuto un certo impatto. Uno dei primi corsi che Daphne Koller ed Andrew Ng hanno messo on line è stato The machine learning (Apprendimento automatico) di Andrew Ng, che insegna alla Stanford University e che ogni volta totalizza circa 400 iscritti: su Coursera gli iscritti sono stati 100 mila. “Avrebbe dovuto insegnare per 250 anni per raggiungere lo stesso risultato” dice Koller. Per materie legate a computer e scienza non è difficile immaginare una partecipazione elevata: ma quando al corso di A history of the world since 1300 (storia del mondo dal 1300) di Jeremy Aldelman, professore alla Stanford, gli iscritti superano i 75 mila, bè, allora qualcosa di grosso è davvero accaduto. Gli iscritti di Adelman si trovano in ogni parte del globo – dalla Norvegia alla Thailandia – e come per ogni corso hanno la possibilità di riunirsi nelle varie community del globo e di incontrarsi attraverso i Meetup: a Roma per il corso di Adelman gli studenti sono 12 e si stanno già organizzando.    
Per ogni corso vengono indicati dei libri di base: sarebbe interessante vedere, adesso, quali sono diventate le tirature di testi come: Worlds Together, Worlds Apart. E poi ci sono i forum e, proprio perché gli studenti si trovano in qualunque parte del globo, il tempo medio di risposta a una domanda è di soli 22 minuti: anche se sono le quattro di notte, da qualche parte, magari in Papua Nuova Guinea, c’è qualcuno che si sta ponendo le stesse domande. Ad agosto gli iscritti alle varie offerte di Coursera erano quasi 600 mila: oggi un milione e mezzo e aumentano, letteralmente, ogni minuto. 
I corsi sono 195 ( www.coursera.org/cour ses  ),  le università 33  ( www.cour sera.org/universities  ),  dalla Princeton University, alla Stanford, dalla Johns Hopkins,  alla Columbia University, dalla University of London alla Hebrew University of Jerusalem. 
Ha avuto  ragione   Tom Friedman quando sul New York Times, a proposito di Coursera,  ha scritto “Grandi cambiamenti  si verificano  quando ciò  che è improvvisamente  possibile  incontra  ciò  che è disperatamente necessario”. 
 di Eugenia Romanelli, IFQ
Andrew Ng and Daphne Koller, ideatori di Coursera (FOTO LAPRESSE)

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